La foto ritrae il corridoio della Galleria dell’Accademia dove sono esposti i Prigioni di Michelangelo. Sul fondo si apre la tribuna che innalza il capolavoro dello scultore fiorentino: il David

Nuovo allestimento della Galleria dell’Accademia. Attenzione: lavori in corso!!!

Sommario

La Galleria dell’Accademia ha riaperto con un nuovo allestimento. Siamo andate sul campo per vedere la nuova esposizione e potervela così raccontare! La chiusura forzata di questi mesi è stata l’occasione per fare un po’ di ordine e rinnovare il proprio stile. I lavori in corso alla Galleria dell’Accademia non sono però ancora conclusi. Vale dunque la pena visitare il museo adesso? Cosa è possibile ammirare in questo momento oltre al David di Michelangelo?


Cosa vedere all’Accademia oltre il David

Tutti conoscono la Galleria dell’Accademia per il David di Michelangelo. Il museo nasce infatti come scrigno della magnifica statua che da secoli affascina chiunque la guardi. Nell’Ottocento è stato creato un vero e proprio tempio per proteggere il gigante di marmo troppo esposto alle intemperie in Piazza della Signoria. La Galleria ha una struttura a forma basilicale, tanto da ricordare l’architettura di una chiesa con nell’abside, qui chiamato tribuna, il capolavoro di Michelangelo.

Anche se il David rimane la star del museo, nella Galleria dell’Accademia si nascondono molti altri tesori.

L’attuale allestimento purtroppo non permette di vedere tutta la collezione. La Galleria non possiede un deposito per le proprie opere e quindi nel grande progetto di restyling alcune sale rimangono chiuse con i loro quadri dentro. Ma non perdiamoci d’animo!

Anche se ad accogliere il visitatore c’è una porta con scritto: “Lavori in corso”, i quadri e le sculture più importanti sono comunque visibili.

Vediamo insieme allora perché vale comunque la pena visitare la Galleria dell’Accademia.

Uno Stradivari originale

nella foto il Violino e la Viola tenore realizzati per il Gran Principe Ferdinando da Antonio Stradivari e conservati alla Galleria dell’Accademia di Firenze. La Viola si riconosce non solo per le maggiori dimensioni ma per il decoro in madreperla con lo stemma mediceo e un putto
Viola e violino Stradivari appartenenti alla famiglia Medici

Il nuovo percorso parte proprio dalla sezione del museo dedicata agli strumenti musicali. Un vero e proprio museo nel museo, poco noto ma molto affascinante. Il Museo degli Strumenti Musicali risale al 2001 ed espone la collezione del Conservatorio Luigi Cherubini, attiguo all’Accademia. La musica è stata un elemento importante per la corte dei Granduchi. Da sempre utilizzata come sottofondo delle feste sfarzose, diviene con Cosimo III e il figlio, il Gran Principe Ferdinando, anche oggetto di collezionismo. I preziosi strumenti della Galleria diventano l’ennesima collezione da sfoggiare per mostrare il potere della famiglia.

Nella prima sale non dimenticate di cercare i pezzi forte della collezione: il Violino e la Viola tenore realizzata dal famosissimo Antonio Stradivari. Il grande maestro di Cremona costruì i due strumenti per il Gran Principe Ferdinando dei Medici nel 1690. Lo stemma mediceo in madreperla decora delicatamente la Viola Tenore.

I Maestri del Rinascimento

Nella foto un particolare del decoro del Cassone nuziale per una ragazza della famiglia Adimari in mostra alla galleria del’lAccademia di Firenze. Nel particolare due coppie sfilano davanti il battistero che si vede sullo sfondo. I vestiti preziosi in broccato delle dame sono corredati da un fastoso cappello, per una, e una complessa capigliatura per la seconda, testimonianza della moda del tempo
Scheggia, Cassone Adimari

Lasciati alle spalle pianoforti, viole e violini ci si immerge nella nuova e temporanea esposizione della collezione pittorica.

I grandi maestri del Rinascimento fiorentino si affacciano sul corridoio che percorriamo, immersi in una luce soffusa per concentrarci meglio sulle opere. Il primo ad accoglierci è Filippino Lippi con due tavole raffiguranti San Giovanni Battista e la Maddalena penitente. La vibrante pittura del figlio di fra’ Filippo restituisce il patetismo del suo animo inquieto. Il disegno struttura i due corpi mostrandoci l’influsso del compagno e amico Sandro Botticelli nell’attenzione del dettaglio.

A seguire Domenico Ghirlandaio con la pala d’altare di Santo Stefano tra San Giacomo e San Pietro. Il capo bottega più famoso della Firenze del Quattrocento ci mostra un altro modo di comporre il quadro più posato e massiccio.

Andando avanti troviamo La Madonna con Bambino recentemente attribuita ad un giovane Botticelli, ancora allievo nella bottega di fra Filippo Lippi.

Sulla destra si mostra maestoso un altro capolavoro: il Cassone Adimari. Il dipinto doveva far parte del fronte di un cassone nuziale, cioè di una cassapanca che conteneva il corredo delle giovani spose. È qui rappresentato un matrimonio con una tipica festa nuziale. I bellissimi vestiti delle dame e dei signori sono dipinti con meticolosa attenzione dallo Scheggia, fratello del più noto Masaccio. Una vera fotografia della moda del tempo.

Lasciamo la sezione dedicata alla pittura con la maestosa Deposizione realizzata a quattro mani da Filippino Lippi e Pietro Perugino per la chiesa della Santissima Annunziata di Firenze.

I Prigioni intrappolati

Tornati alla luce ci troviamo al termine del grande corridoio vicino alla tribuna che il David. Ma prima di essere rapiti dalla bellezza del gigante, giratevi a sinistra e per non perdervi la liberazione dei Prigioni intrappolati.

I grandi blocchi di marmo mostrano il modo unico di lavorare di Michelangelo. Lo scultore vedeva già all’interno della pietra la figura che per lui andava solo liberata dal peso della materia!

I giganti dell’Accademia cercano di uscire dal marmo con una potenza unica. Le sculture erano destinate alla monumentale tomba del papa Giulio II un progetto ambizioso che ebbe varie versioni con sempre maggior ridimensionamento fino a quello definitivo in San Pietro in Vincoli a Roma

Poter vedere i Prigioni permette di capire la potenza espressiva e materica dell’arte di Michelangelo. Non esistono al mondo altri blocchi di marmo così intensi, tanto da sentire la materia diventare vita.

Particolare di un Prigione di Michelangelo (Nella foto un particolare del Prigione di Michelangelo. La gamba del giovane cerca di uscire dal blocco di marmo. Nonostante l’opera non sia terminata la gamba, levigata in superfice, sembra stia cercando con tutte le forze di uscire dal blocco grezzo che la intrappola).

La bottega di Bartolini: la gipsoteca della Galleria dell’Accademia

Nell’immagine insieme di busti di donne in gesso di Lorenzo Bartolini, esposti nella gipsoteca della galleria dell’accademia adesso in mostra lungo tutto il percorso temporaneo
Lorenzo Bartolini, busti in gesso

Nella precedente esposizione alla sinistra del David si apriva una sala dedicata ai gessi preparatori delle opere del più grande scultore dell’Ottocento, secondo solo a Canova: Lorenzo Bartolini. Oggi la gipsoteca è in restauro per cui i tantissimi busti sono dislocati per tutta la Galleria. Nel nuovo allestimento della Galleria dell’Accademia i busti ci accolgono all’ingresso del Museo degli Strumenti Musicali, si alternano tra i Prigioni e riempiono le due ali ai lati della tribuna del David.

Assistiamo così ad un inusuale accostamento: accanto alla dirompente forza della scultura michelangiolesca troviamo la delicata purezza delle eteree dee di Bartolini.

Vale la pena visitare la Galleria dell’Accademia con i lavori in corso per il nuovo allestimento?

Immagine della porta chiusa della sala con il gesso del “Ratto delle Sabine” del Giambologna alla galleria dell’accademia di Firenze con scritta: Lavori di riallestimento, ci scusiamo per il disagio

Secondo noi sì! La chiusura di molte sale può scoraggiare i visitatori, anche i più appassionati. Non è visibile il gesso del “Ratto delle Sabine” del Giambologna, non si possono vedere le sale dedicate ai giotteschi e salire al primo piano ad ammirare le tavole dipinte da Lorenzo Monaco.

Nonostante la mancanza di una parte cospicua del museo, la bellezza della tribuna e del corridoio con i Prigioni rimane impagabile. Godere della scultura michelangiolesca in silenzio e con pochissimi visitatori a nostro avviso ripaga delle sale perdute.

Ci auguriamo comunque che i lavori in corso per il nuovo allestimento ci restituiscano un museo all’altezza delle opere esposte, superando quei difetti (bagni, aria condizionata, etc…) che potevano provocare disagi ai visitatori.

Per sapere di più su costi, orari e prenotazioni leggi il nostro articolo Come vistare la Galleria dell’Accademia in tempo di Covid

Attenzione ai siti non ufficiali del Museo!!! Segui questo link al sito della Galleria dell’Accademia

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