nell'immagine si vede il monumento a dante alighieri di enrico pazzi del 1865 in piazza santa croce

Dove trovare Dante a Firenze

Sommario

Dove trovare Dante a Firenze? Molti ci hanno rivolto questa domanda soprattutto quest’anno, quando si festeggiano i settecento anni dalla sua morte.

Se hai voglia di scoprirlo, leggi l’articolo che abbiamo scritto per tutti gli amanti del Divin Poeta!


Dante Alighieri il Divin Poeta

Dove trovare Dante a Firenze non è affatto scontato! Dante Alighieri non è un pittore o uno scultore di cui si possano ammirare le opere d’arte e la Firenze di oggi non è certo quella del Duecento! I documenti stessi sulla sua vita sono lacunosi: non c’è il certificato di nascita e non sappiamo quando sposò Gemma Donati. Inoltre Dante è un poeta, non un novelliere o un romanziere, che tipicamente descriva luoghi o atmosfere da poter ricercare. Qualcosa però gli storici sono riusciti a ricostruire della storia del padre della lingua italiana…

Dante, o meglio Durante di Alighiero degli Alighieri, nasce a Firenze introno al 1265. Gli storici hanno stabilito la nascita in base a due informazioni. La prima è che quando Dante scrive la Divina Commedia dice di essere nel “mezzo del cammin di nostra vita”, quindi nel 1300 ha 35 anni (la prospettiva media di un uomo era di circa 70 anni). La seconda informazione è che quando muore a Ravenna nel 1321, Boccaccio ci dice che avrebbe compito 56 anni a maggio.

Dante e il suo “Bel San Giovanni”

Un’altra certezza è che Dante è stato battezzato nel Battistero di San Giovanni, come accadeva per tutti i fiorentini del tempo. Quante celebrazioni e veglie liturgiche avrà trascorso intento ad osservare i bellissimi mosaici che animano la cupola del suo “bel San Giovanni”? Infatti il Battistero è uno dei luoghi a Firenze che porta il segno del passaggio di Dante, o meglio, che segna Dante. Alla fine degli anni Settanta del Duecento i mosaici della Cupola erano quasi a termine, possiamo essere quindi sicuri che Dante avesse ben presente la rappresentazione del Paradiso e dell’Inferno che ancora oggi vediamo.

Quando infatti il divin poeta si trova al cospetto di Lucifero nell’ultima cerchia dell’Inferno, descrive l’angelo ribelle come un essere mostruoso, proprio come quello che Coppo di Marcovaldo ha disegnato nell’Inferno dei mosaici del Battistero.

L’Inferno in un mosaico

Entrando in Battistero e volgendosi verso la rappresentazione dell’Inferno, si vede il diavolo raffigurato con due corna, le orecchie da cui escono serpenti predatori, la barba ispida e nera, intento a divorare un uomo e con le mani piene di nuove vittime, sembra di leggere la descrizione che Dante ci lascia del re infernale. L’unica differenza che i sottili conoscitori della Commedia troveranno, è che se Dante mette in bocca al suo Lucifero i tre traditori per eccellenza, Bruto traditore della famiglia, Cassio della patria e Giuda della religione, Coppo di Marcovaldo, nei suoi mosaici, fa mangiare i dannati da Lucifero da tre diversi orifizi: bocca e orecchie-serpenti.

Nell’immagine si vede una scena dell’inferno realizzata a mosaico per la cupola del Battistero di San Giovanni a Firenze. Al centro Lucifero con due corna di caprone, le orecchie che diventano serpenti, la barba ispida e nera, intento a divorare un uomo e con le mani piene di nuove vittime. Intorno le anime dei dannati insidiate dai diavoli scontano le loro pene
Dettaglio dell’Inferno – Battistero di San Giovanni – Mosaico – Coppo di Marcovaldo 1260-70

Dante e Santa Maria del Fiore

Un altro luogo fiorentino che porta il segno di Dante Alighieri è la bellissima cattedrale di Santa Maria del Fiore. Quando Dante viene esiliato da Firenze nel 1301 la nuova chiesa non è ancora costruita, la prima pietra era stata benedetta solo nel 1296. Ma Dante prende parte alle varie dispute per la scelta del nome e della dedicazione della nuova Cattedrale, sono infatti gli anni in cui il Divin Poeta è nel pieno della sua carriera politica. La scelta della dedicazione così particolare del Duomo fiorentino richiama sicuramente al nome stesso della città, Fiorenza. Il nome ha però una valenza simbolica più profonda: i fiorentini vedono nella cattedrale una rappresentazione della Madonna stessa. Questo ci richiama ad un noto verso del Cantico alla Madonna che Dante fa intonare a San Bernardo al termine del suo pellegrinaggio:

“Vergine Madre, […] Nel ventre tuo si raccese l’amore, per lo cui caldo, ne l’etterna pace così è germinato questo fiore.” (Par, XXXIIII).

Nel ventre della Madonna germina il fiore che è Gesù, ma lo stesso fiore idealmente rappresenta la cattedrale che sta sorgendo nella città del fiore e la stessa Fiorenza!

All’interno della Cattedrale un dipinto di Domenico di Michelino, realizzato per il secondo centenario dantesco del 1465. Rappresenta “Dante con l’allegoria della Commedia che illumina Firenze”, opera diventata famosa anche grazie allo scrittore americano Dan Brown che la cita nel suo romanzo best seller “Inferno”… chissà cosa ne penserebbe il nostro Dante?!

Nell’immagine si vede Dante con in mano la Divina Commedia al centro, alla sua destra l’inferno che dalle profondità della terra fa salire verso il Paradiso che è alle sue spalle. Alla sinistra di Dante la città di Firenze cinta dalle mura con la torre della Badia, la torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio, il campanile di Giotto e Santa Maria del Fiore su cui svetta la cupola del Brunelleschi, al tempo non ancora terminata
Dante con l’Allegoria della Commedia che illumina Firenze – Domenico di Michelino – 1465

Dante e il suo Quartiere

A Firenze ci sono altri due luoghi ad aver sicuramente ospitato Dante durante la sua vita e che sono ancora riconoscibili: la Chiesa di Santa Margherita dei Cerchi e la Torre della Castagna.

Dalla cattedrale che Dante non vide mai completata, passando per via dello Studio, ci ritroviamo nel così detto Quartiere Dantesco. Nascosta tra le vie della vecchia Firenze medievale, si passa davanti una piccola chiesa incastrata tra gli edifici: la chiesa di Santa Margherita dei Cerchi. Qui Dante nella Vita Nova racconta di aver visto per la seconda volta la sua bella Beatrice. La giovane donna ha circa diciotto anni e Dante, un anno più grande, ne ha diciannove. Dante aveva visto Bice ben nove anni prima, da bambini, quando ad una festa avevano giocato insieme. Da allora non aveva più rivisto la donna di cui si era subito innamorato, nonostante la giovanissima età!

Dante e Beatrice

Immaginiamo che il giovane poeta stia passeggiando per le strade del suo quartiere, quando imboccando via di Santa Margerita vede la sua bella dama entrare in chiesa per pregare. Beatrice è vestita di bianco, accompagnata da due anziane signore e saluta il poeta con un gesto della mano. Dante si emoziona così tanto che non riesce a rispondere al saluto, è pietrificato e rimane immobile. Beatrice entra in chiesa, magari sorridendo dell’impacciato ragazzo, e Dante corre a casa, si chiude in camera e scrive versi d’amore con le parole che non era riuscito a proferire.

Dante non vedrà più Beatrice, che morirà nel 1290. La tradizione vuole che la musa dantesca sia seppellita proprio nella chiesa di Santa Margherita, assieme alla sua nutrice Monna Tessa. Una lapide segna la sua tomba e i moderni innamorati lasciano i loro bigliettini per chiederne la protezione.

Rovinando la poesia, bisogna dire che nel 1290 Santa Margherita rimaneva una piccola chiesa tra le case torri e sembra strano che una gran signora sposata Bardi, potentissima famiglia di banchieri, sia stata seppellita in un luogo così umile. Ma segnaliamo la lapide e riportiamo la leggenda, i grandi storici infondo non si sono ancora espressi.

nella fotografia la targa che segnala la chiesa di santa margherita dei cerchi detta anche chiesa di dante
La targa posta all’ingresso della Chiesa di Santa Margherita dei Cerchi detta anche Chiesa di Dante

La casa di Dante

Sicuramente frutto di un’erronea ricostruzione storica, è la così detta Casa di Dante e sede dello stesso museo Casa di Dante.

Il Museo casa di Dante permette di percorrere la vita del sommo poeta attraverso apparati didattici quali video, stanze immersive, realtà virtuale, ma non aspettatevi di trovare reperti originali della sua vita, perché non ce ne sono!

La case è la ricostruzione storica ottocentesca di una dimora medievale, posta accanto alla “Torre dei Giuochi”, unico edificio originale di questo complesso. Con l’unità d’Italia la  figura di Dante, padre della lingua italiana, venne considerata un elemento unificante di grande valore, così nel 1865, centenario dalla sua nascita, si cercò la casa natale del sommo poeta in questo spazio. Dante stesso dice di essere nato “sotto l’ombra della Badia, nel popolo di San Martino” e la torre individuata come nucleo del quartiere degli Alighieri è posta vicino alla Badia Fiorentina, ma non siamo proprio nel popolo di San Martino. Così gli ultimi studi tendono a posizionare il quartiere degli Alighieri vicino ad un’altra nota torre, comunque vicinissima alla Casa di Dante: la Torre della Castagna.

La Torre della Castagna

Nella Torre della Castagna Dante sicuramente passerà due mesi della sua vita, rinchiuso a decidere delle sorti della sua amata Firenze quando, probabilmente nel 1300, diventa priore per due mesi. Nella Torre della Castagna si riuniva infatti il primo consiglio cittadino, quello dei priori delle Arti e Corporazioni. I priori delle arti, eletti dalle sette arti maggiori, erano il massimo della carica politica a cui si poteva giungere. Dante riesce quindi a percorrere in pieno il cursus honorum del politico fiorentino. Sarà proprio il suo schieramento nella fazione dei guelfi bianchi che negli ultimi mesi del 1301 gli costerà l’esilio da Firenze.

Scoperti quei luoghi che hanno visto passare, ospitato o portano i segni della presenza dell’Alighieri, passiamo a dirti dove trovare Dante a Firenze fra citazioni della Commedia e divini ritratti.

Tracce della Divina Commedia

Entriamo nella chiesa di Santa Maria Novella, più precisamente nella Cappella Strozzi di Mantova. Siamo nella testata sinistra della chiesa domenicana. Un ramo della famiglia Strozzi, in seguito esiliato a Mantova (da cui il nome Strozzi di Mantova), dopo aver acquistato il patronato, nel 1335 circa, commissiona a Nardo di Cione di rappresentare un Giudizio Universale e il pittore decide di ispirarsi alla Divina Commedia, già un best seller del tempo. Vale sicuramente la pena di fermarsi a contemplare le maestose pareti, dove si può percorrere visivamente il viaggio del Divin Poeta, dalle bolge infernali, tutte ben denominate e descritte attraverso le pene inflitte ai dannati, fino agli angelici cerchi del paradiso, dove nel gruppo dei beati si rintraccia anche l’inconfondibile profilo dantesco.

Una impareggiabile esperienza immersiva nella Divina Commedia.

nella foto busto novecentesco di dante alighieri sotto l’insegna che segnala la casa di dante edificata nel punto dove si pensava sorgessero le case torri degli alighieri
Museo casa di Dante con i busto del Sommo Poeta

Dante e i suoi ritratti

Quello della Cappella Strozzi di Mantova non è l’unico ritratto di Dante in città. Dislocati in vari luoghi della Firenze medievale, altri artisti hanno lasciato altre immagini del padre della lingua italiana.

Nella cappella della Maddalena, all’interno delle sale del secondo piano del museo del Bargello, antico carcere della città, troviamo un altro Giudizio Universale. Qui sempre nel popolo dei beati spunta il netto profilo di Dante.

Tra i frammenti di altri affreschi, in un edificio accanto al Bargello che un tempo sede dell’Arte dei Giudici e dei Notai, oggi ristorante Fishing Lab, nelle sale sotterranee si può gustare un buon piatto di pesce mirando un ritratto di Durante.

Non manca la maschera mortuaria di Dante, conservata a Palazzo Vecchio, pezzo non originale ma di ignoto autore, ormai datata fra XVI e XVII, donata al Comune di Firenze dallo storico Alessandro d’Ancona.

Infine, forse l’immagine più famosa del noto poeta, la monumentale scultura ottocentesca che domina piazza Santa Croce. Dante guarda arcigno e irritato la città che lo esiliò. Anche se Dante scrisse una delle opere più importanti al mondo, la sua fede politica e gli avvenimenti di quel periodo turbolento, lo allontanarono dalle amate sponde dell’Arno.

Solo più avanti nel tempo Firenze si accorgerà dell’errore commesso esiliando un così grande genio e dedicherà a Dante un cenotafio tra le tombe degli uomini illustri sepolti nella chiesa di Santa Croce. Il cenotafio però è un monumento vuoto, non contiene le spoglie di Dante che Ravenna custodisce gelosamente ancora oggi.

Per concludere

Per scoprire molte altre curiosità e storie sulla Firenze ai tempi di Dante e per visitare insieme i luoghi del poeta eterno, scrivici per prenotare un tour! Vi faremo immergere nella Firenze medievale che non sapevate esistesse. Alla nostra pagina puoi scoprire cosa abbiamo pensato per te!

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